Autopubblicare “seriamente”, e uso le virgolette perché oramai, “fare sul serio”, oltre che triste e banale non significa più nulla o quasi, non vuol dire affatto coinvolgere per forza altri soggetti nel parto di un'opera letteraria . Prima di tutto, l'espressione “fare sul serio”, in italiano corrente , non vuol dire mica avere più soldi da spendere per rincorrere una casa editrice sul suo stesso terreno. Detto in altre parole, pagare uno o più professionisti, per quanto possa essere ritenuto opportuno, conveniente, tranquillizzante, “professionale”, necessario, serio, etc., non solo, non vuol dire automaticamente conferire più qualità al lavoro finale, ma non vuol dire neppure aumentare le probabilità di vendere anche solo una copia in più . E non stiamo qui a ricordare che le case editrici, e in testa, hanno problemi seri a sopravvivere di quello che vorrebbero spacciare al lettore dopo aver coinvolto tutti i loro collaboratori. Non dimentichiamoci poi l...
Piccolo laboratorio di autoeditoria e autopubblicazione