Arriva un momento in cui anche chi crede fermamente di potercela fare, e per potercela fare intendo arrivare a un traguardo di un certo livello, deve riuscire a dire e a dirsi basta . L'autoeditore, in questo senso, così come uno scrittore, non fa eccezione. L’estrema facilità di pubblicazione, il mercato saturo , l’invisibilità in mezzo a milioni di potenziali talentuosi, la distorsione dei mezzi di comunicazione e promozione e una platea di lettori che non fa altro che restringersi o indirizzarsi verso taluni generi che la fanno da padrone, rende questo mestiere indubbiamente inconcludente e inidoneo a realizzare quei propositi che ogni neofita pensa di poter riuscire a mettersi in tasca nel giro di poco tempo. Ma nell'autoeditoria, così come nell'editoria media, piccola e molto piccola, anche il sopravvivere , il vivere dignitosamente del proprio lavoro, possono essere considerati (e ormai lo sono) un lusso inarrivabile. E questo perché, semplicemente, non c’è domanda o...
E arrangiarsi, se non l'aveste capito, vuol dire fare tutto da soli. Panico, paura, terrore, timore di non essere all'altezza? Una liberazione , miei cari. Una benedizione . Preso atto che il vero aspetto rivoluzionario dell'autoeditoria non è stato e non sarà mai il vendere , ma il potersi pubblicare senza chiedere il permesso a nessuno , tutto il resto è grasso che cola. Il primo vantaggio è la libertà . Avete sentito? Avete capito? Nella prima fase, quella della stesura, non hai direttive, non devi accontentare nessuno, puoi sbagliare, fregartene e rifare. Non hai limiti di tempo, non corri il rischio di far spazientire né hai alcun obbligo di soddisfare. Conseguenze? Nessuna. Hai un'idea? Cerca di realizzarla. Il come sta solo a te. Scrivi, scrivi quello che ti pare e rispondi solo a te stesso di quello che scrivi, questa è l'unica cosa che conta veramente. Poi, i...