Più passa il tempo e più mi rendo conto di quanto ogni forma d’arte debba rimanere svincolata, non solo, dal mercato, ma, in generale, dal concetto stesso di convenienza. Si fa arte per necessità interiore, per passione, per piacere, ma non perché conviene. Ogni opera ha un valore intrinseco, per il suo autore ma anche per chi ne usufruisce, che non potrà mai coincidere con un eventuale prezzo da fruizione. L’ artista , e non importa che scriva, che canti, che si muova, che dipinga o che suoni, raggiunge il suo scopo, trova la sua soddisfazione e il senso di quello che fa mentre lo fa. Mentre fa arte e dopo che l’ha realizzata. Lo sfruttamento economico dell’opera è un’altra cosa. Io non dico che un artista non abbia il diritto di vivere di quello che fa come artista, per carità, io dico che se realizza qualcosa solo ed esclusivamente per guadagnare anche il tanto che gli basta per viverci, non fa l’artista, fa un’altra cosa. Chi fa arte non può lamen...
Petroliere all'orizzonte, una carovana di piccoli mattoncini, lenti , dirette, in fila, verso le ciminiere del golfo, gonfie di liquame, feci della terra. Respirano il profitto e il lavoro. E si consuma di cancro il fiato di chi ride , di chi non vede e di chi non conta nulla. (Se ti è piaciuto il post, condividilo) P.S.: la foto è mia e non c'entra nulla con l'argomento.