Se fai autoeditoria , la prima stesura è importante . Anzi, decisiva. Comprende tutto quello che puoi buttare fuori di primo acchito, ossia l'eternamente modificabile , in discussione perché sviluppabile a dismisura. Si tratta di abbandonarsi , di cavalcare l' onda del voler esprimersi, del volersi svuotare, del volersi ripulire i meandri delle cervella, che poi dovrebbe rimanere l' eterno desiderio di chi decide d'intraprendere l'opera di dilettarsi con la scrittura . Nonostante sia uno sfogo , un primo passo verso una fase più avanzata in cui si cura il dettaglio , la prima stesura ha la straordinaria importanza di permettere di non tralasciare niente , di non dimenticare qualche chicca che poi potrà fare la differenza. Una cosa molto utile da fare può essere, inoltre, annotare su un taccuino ogni potenziale spunto che si potrà sviluppare in seguito. Ogni idea , ogni frase , ogni punto di partenza che...
Pareva un'epidemia, una seconda scarica epidemica . Solo che questa volta s'era di fronte al già noto, quasi familiare ma terribilmente irrimediabile . Una tragedia che li accomunava tutti quanti, chi vendeva e chi comprava. Si salutavano e si congedavano con abbracci da banchina e la paura di non rivedersi il giorno dopo si mescolava a una quotidianità stantia, sfatta, piena di acciacchi e di dimenticanze. Volti, movimenti consumati dall'impossibilità di fare di meglio , decadenti. Tornavano a casa con la speranza di fare ritorno il giorno a venire per non raccontare nulla di nuovo, se non, attraverso lo sguardo , quel terrore funebre di non essere ricordati in caso di trapasso.