L' ex sindaco sorridente, dal roboante futuro immane, strano a dirsi ma, alla fin fine, triste e solitario , s'era ritirato a cacciar pantegane. Chè la cittadinanza sua giammai gli avea perdonato che ogni evento o dicasi gazzosa valgon più dell'ultimo povero abbandonato. E mentre manducava un misero topastro infame, si rammentò di quando ancora portava con orgoglio , camicia, cravatta e giacche a righe, chè di ogni vestigia di partito nel sacco, ahimè , non gli eran rimaste che le pive .
Mi piacerebbe tornare, un attimo, sulla prima regola del post che precede, per chiarire meglio una cosa: scrivere per piacere, divertirsi nel farlo, buttarsi nella scrittura con assoluta spensieratezza, non significa affatto farlo superficialmente. Anzi, se vogliamo dirla proprio tutta, il contrario, perché gli dà più energia. Ciò che è scritto spontaneamente, pur con qualche difetto , ha comunque più stile e identità . E questa è un'evidenza, non un' opinione . L'imperfezione, e ci ricomprendo tutto, conferisce personalità , unicità . E poi marca, segna, lascia il ricordo . E questo indipendentemente da cosa si scrive e da come. Per farla breve, il cosiddetto “brutto”, o quello che ci sembrava tale, spesso perché frutto di uno stile libero da condizionamenti, anche se acerbo, può riservare, soprattutto a distanza d'anni, quella sorpresa e quella rivelazione che solo chi ha matura...