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Autoeditoria, identità e deformazione della scrittura

Una di quelle cose che può farci recuperare l' autoeditoria  è l'autenticità del  linguaggio . Chi scrive e pubblica da sé ha una grandissima opportunità:  scrivere  come parla . Distorcere il linguaggio scolastico e farlo assomigliare sempre di più a noi e alla nostra  parlata , lo rende caratteristico, particolare, unico. Recuperare quella spontaneità d'espressione che si vuole nascondere a tutti i costi per non apparire ignoranti o meno acculturati di altri, perché questo ci hanno insegnato, ci rigenera come persone. E, non soltanto, perché rivela le nostre  origini , la  regione  da cui proveniamo, ma anche e soprattutto perché esplicita la nostra vera potenzialità linguistica, che poi è legata strettamente, non solo, al  vocabolario  di cui abbiamo potuto beneficiare, ma anche all'indole caratteriale che ci appartiene come persone nate e cresciute in un dato contesto. Identità individuale linguistica e culturale . Liberarla, e libe...
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Il fantasma (parte seconda): racconto stiletto

Mentre cannoneggia di scoregge le lenzuola madide di sudore acidulo e voglia di farla finita, spesso, e specie quella mattina , mischiate a una strana forma di serena rassegnazione all'ineluttabile, un po' come gli era già successo prima di abbandonarsi all' anestesia sul tavolo operatorio, il fantasma si stiracchia, si gira verso sua moglie, debitamente sfatta, sia dentro che fuori, e borbottando di rigurgito e fiatella da scaricatore di porto, si dice che in fondo è stato fortunato .  Sì, sono stato fortunato, si dice, una donna così , acida, gelida , presuntuosa, a tratti anche un poco idiota, sempre pronta al facile sarcasmo, insensibile quanto si conviene , o almeno quanto lo richiede la sua famiglia d'appartenenza, non se la caricherebbe più nessuno, nemmeno un fior di vedovo in preda ai deliri da solitudine.  E poi le gambe gonfie , che Dio le benedica, non la facilitano negli spostamenti, e quasi sempre, dopo qualche metro, la costringono alla sedia, o alla pan...

Il dolce e l'amaro

Caro sindaco e presidente , si sa, un doppio incarico può far gongolare, ma una tasca più gonfia non  profuma   di satollo di sorridente  o quantomeno  di singolare? E chi vota con coscienza, secondo lei, per un cambiamento  nel presente, non si stanca di chi,  imperterrito ,  e facilmente, continua a ragliare, solo per imbonire, svilire e tirare a campare scordando la gente?

Essere un autoeditore: conversazioni con me stesso

Essere un autoeditore significa arrangiarsi, fare da soli, imparare sul campo e migliorarsi nel tempo. Che? Scherzi? Guarda che stai prendendo un abbaglio! Significa esattamente il contrario. Devi affidarti ai  professionisti , e mica uno solo, eh? Tanti quante sono le tue necessità! Ancora tu?  Eh già, ancora io. Non ti libererai di me tanto facilmente. Guarda che sei solo una proiezione dell' ego , anzi, per essere precisi, una distorsione!  E, secondo te, io devo stare dietro a un'allucinazione? Non penso proprio. Prima di tutto, quello che ti riguarda, mi riguarda, caro, e poi non mi limiterei, al posto tuo, a definirmi solo un'allucinazione: sono la tua  coscienza  critica. Ah, sì? E con che  soldi  dovrei pagare questi professionisti, dimmi? E che ne so io, vedi tu, rivedi le tue priorità di spesa! Le mie priorità di spesa? Ma se la nostra situazione economica è talmente tragica che sfocia nella  risata , che vuoi rivedere?  E poi guard...

Si salutavano e si congedavano con abbracci da banchina

Pareva un'epidemia, una seconda scarica epidemica . Solo che questa volta s'era di fronte al già noto, quasi familiare ma terribilmente irrimediabile . Una tragedia che li accomunava tutti quanti, chi vendeva e chi comprava. Si salutavano e si congedavano con abbracci da banchina e la paura di non rivedersi il giorno dopo si mescolava a una quotidianità stantia, sfatta, piena di acciacchi e di dimenticanze. Volti, movimenti consumati dall'impossibilità di fare di meglio , decadenti. Tornavano a casa con la speranza di fare ritorno il giorno a venire per non raccontare nulla di nuovo, se non, attraverso lo sguardo , quel terrore funebre di non essere ricordati in caso di trapasso.

Quegli sguardi

Quegli sguardi, poche parole , silenzi condivisi, fanno eco alle dita intrecciate lungo i tramonti,  sulla scogliera ,  al presente che respiriamo  e ai sorrisi che ci attendono.

L’ospite inatteso (The Visitor) di Thomas McCarthy

Il film “L’ospite inatteso” (The Visitor), di Thomas McCarthy, è un classico esempio di buon cinema da non lasciarsi sfuggire. La trama ruota intorno alla figura del professore universitario Walter Vale la cui vita, apparentemente perfetta e scandita solo dagli impegni lavorativi, sembra scalfita soltanto dall’insoddisfazione di non riuscire a trovare un buon insegnante di pianoforte. Un giorno, di ritorno a New York per una conferenza, trova nel suo appartamento una coppia di giovani immigrati irregolari, Tarek e Zainab, che vivono lì da qualche mese e a sua totale insaputa. Dopo l’amara sorpresa, l’uomo inizia a conoscerli meglio e familiarizza soprattutto con Tarek, giovane percussionista siriano che sogna di poter vivere solo della propria musica. Quando sembra crearsi un’armonia quasi perfetta, Tarek, per caso, viene prima fermato dalla polizia nella metro newyorkese e poi, subito dopo, trasferito e trattenuto in un centro di detenzione e smistamento per immigrati. Trovandosi di ...

Autoeditoria: la giusta distanza

Esiste una giusta distanza tra chi scrive e chi legge? Se non esiste, dovrebbe  esistere  oppure no? Mantiene ancora un valore il non vedere e il non sentire chi leggiamo, per abbandonarci solo a quello che scrive, oppure no? Viviamo in un'epoca in cui i  social  riguardano anche gli autori, e questo per ragioni di pura visibilità. E qui entra in gioco anche un altro concetto, un'idea che assilla un po' tutti: la  popolarità . E non solo come metro di valutazione dell'efficacia di quello che si fa o come parametro di bravura, ma anche e soprattutto, purtroppo, come il senso, come la ragione dell'azione che si vuole perpetrare. Se non sei  popolare  non sei bravo, e non sei bravo perché ciò che scrivi non arriva a molte persone, e, quindi, giustamente, in conclusione, la tua azione non ha senso perché si rivela inefficace. Per aumentare la propria  visibilità , e per assurdo, per diventare maggiormente popolari, in vista, per l'appunto, di dare un ...