Passeggiando e cercando di carpire, qua e là, qualche dettaglio fotografico per la nuova copertina di “A coda di rondine” e complimentandomi con me stesso per tutti i problemi alla schiena che mi tocca sopportare alla veneranda età di quarantasette anni circa, fra poco saranno quarantotto, e che peggioreranno in un futuro nemmeno tanto remoto (di fatto dovrei avere il mal di schiena - manco i contributi! - di un facchino coetaneo che scarica cassette ai mercati generali), mi è venuta in mente quest'altra perla di saggezza che intendo assolutamente condividere con voialtri. Chi scrive, se scrive con onestà , e per onestà intendo dire quella intellettuale, ovviamente, e con coscienza, ha il dovere di farlo prima di tutto per sé stesso. La ragione è semplice: assecondare qualunque aspettativa, economica o no che sia, castra la creatività di chi dovrebbe, al contrario, lasciare libero sfogo a quella parte di sé con cui non si...
E arrangiarsi, se non l'aveste capito, vuol dire fare tutto da soli. Panico, paura, terrore, timore di non essere all'altezza? Una liberazione , miei cari. Una benedizione . Preso atto che il vero aspetto rivoluzionario dell'autoeditoria non è stato e non sarà mai il vendere , ma il potersi pubblicare senza chiedere il permesso a nessuno , tutto il resto è grasso che cola. Il primo vantaggio è la libertà . Avete sentito? Avete capito? Nella prima fase, quella della stesura, non hai direttive, non devi accontentare nessuno, puoi sbagliare, fregartene e rifare. Non hai limiti di tempo, non corri il rischio di far spazientire né hai alcun obbligo di soddisfare. Conseguenze? Nessuna. Hai un'idea? Cerca di realizzarla. Il come sta solo a te. Scrivi, scrivi quello che ti pare e rispondi solo a te stesso di quello che scrivi, questa è l'unica cosa che conta veramente. Poi, i...