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Visualizzazione dei post da gennaio, 2026

Avanti o indietro?

Io sto sempre qua,  in mezzo alla gente che oramai non fa più distinzioni tra il ridicolo e il divertente, e telefono ,  telefono sempre, per un amico , perché dove c'è miseria non c'è dignità, ma riluccica il voto di chi scambia  una pera per un fico. (Se ti è piaciuto il post, condividilo) P.S.: la foto è mia e non c'entra nulla con l'argomento.

Quando muore un vecchio della mia città

Quando muore un vecchio della mia città , non te ne accorgi dalla puzza di cadavere che arriva fin sul pianerottolo rendendo l’aria irrespirabile. Non te ne accorgi neppure dalla bara che scivola silenziosa giù per la tromba delle scale o da un corteo funebre che non seguirai e a cui non verrai mai invitato. Se sei tra i più fortunati , riesci ad assistere all’arrivo dell’ambulanza e alla concitazione di chi sta ai balconi o di sotto, per strada , ad aspettare di vedere chi verrà issato sulla barella e trasportato, non si sa dove, ma a sirene spiegate . Sparito, scomparso, volatilizzato . Hai la certezza amara e inspiegabile che non lo rivedrai mai più, che non ti ritroverai, per l’ennesima volta , nell’imbarazzo di doverlo salutare o scambiarci qualche parola durante il breve tragitto condiviso nella cabina dell’ascensore condominiale. Oramai da qualche giorno non lo vedi uscire di casa e rientrare con la spesa o il giornale, o fermo vicino al semaforo , con un amico. Di punto in bi...

C'è una netta distinzione tra autoeditoria e autopubblicazione?

Sì, è vero . C'è una netta distinzione tra autoeditoria e autopubblicazione , tra il pubblicare un libro o un racconto da soli e il postare qualcosa sui social o su un blog, come questo. Anche se postare sui social non significa per forza scrivere schifezze o cose sgrammaticate . Si possono postare anche contenuti di un certo livello. Per assurdo, forse, il modo per essere letti con più facilità è proprio attraverso l'uso di questi strumenti . Poi che non porti soldi o che ci sia qualcuno che possa fare copia e incolla con quanto ci è costato parecchio buttare giù e ritoccare maniacalmente, beh, quello è un altro discorso. Ma io dico sempre che se qualcuno pubblica qualcosa che non ha scritto, molto difficilmente, visti i tempi, ci potrà fare dei soldi. E poi se è anche un po' pieno di sé , è ancora più difficile che si pavoneggi con qualcosa che sa benissimo di non aver fabbricato. Una questione di ego , insomma. Ma il punto che volevo toccare è un altro. O meglio, vorrei ...

Il logorio delle onde

Mentre il caldo,  il silenzio,  il tuo camminare ,  il mio tenere presente,  ci dividono, decido che il ronzio di ogni pensiero merita il giusto cassetto  e mi accorgo che dimenticare,  così come tuffarmi per raggiungerti,  è una liberazione. (Se ti è piaciuto il post, condividilo) P.S.: la foto è mia e non c'entra nulla con l'argomento.

Chi scrive per interesse e chi no

Arriva un momento in cui anche chi crede fermamente di potercela fare, e per potercela fare intendo arrivare a un traguardo di un certo livello, deve riuscire a dire e a dirsi basta . L'autoeditore, in questo senso, così come uno scrittore, non fa eccezione. L’estrema facilità di pubblicazione, il mercato saturo , l’invisibilità in mezzo a milioni di potenziali talentuosi, la distorsione dei mezzi di comunicazione e promozione e una platea di lettori che non fa altro che restringersi o indirizzarsi verso taluni generi che la fanno da padrone, rende questo mestiere indubbiamente inconcludente e inidoneo a realizzare quei propositi che ogni neofita pensa di poter riuscire a mettersi in tasca nel giro di poco tempo. Ma nell'autoeditoria, così come nell'editoria media, piccola e molto piccola, anche il sopravvivere , il vivere dignitosamente del proprio lavoro, possono essere considerati (e ormai lo sono) un lusso inarrivabile. E questo perché, semplicemente, non c’è domanda o...

Scrivi per passione e come solo tu sai fare

Quando vi dico che la prima regola per diventare un buon autoeditore è quella di scrivere con passione, cercando di farlo nel miglior modo possibile, più vicino a come si è, a come si parla e a come ci si esprime, e a prescindere dai risultati di qualsiasi genere, lo dico perché la passionalità, la spontaneità e la genuinità consentono di arrivare alla pancia del lettore . Il lettore, ogni buon lettore che si rispetti, sente e ragiona di pancia . Chi vorrebbe attirarlo a sé pensando di poterlo circuire con tattiche da due soldi di marketing che, va bene, alcune volte funzionano pure, pretende di trattarlo da stupido. E, così facendo, tratta da ingenuo anche sé stesso. Vediamo perché.  Il lettore è una brutta bestia, lo so: di fatto è imprevedibile . E la sua imprevedibilità rappresenta il rischio editoriale tout court . Lasciamo perdere per un attimo quelli che parlano di target, di cataloghi, di gusti, di vendite, di classifiche, etc. E focalizziamoci su un punto che, poi, è il pu...

L'autoeditore sa bene che rispettare il lettore non significa accontentarlo

Alcuni ci definiscono imprenditori editoriali , come se fossimo collusi col mare magno dell'editoria tradizionale: editori, editori di noi stessi , semplicemente. E se non fosse così? E se il nostro DNA ci imponesse di sgorgare questo luogo comune, di ribellarci a questa definizione, che poi altro non è che un modo diverso di ghettizzare semplificando ? Tralasciando il discorso sulla differente forma mentis , questa volta, mi voglio soffermare su un altro aspetto, non meno importante. Partiamo da questo: l'editore è un imprenditore . E, in fondo, anche noi autoeditori vendiamo qualcosa su internet . Questa è l'evidenza ed è fuori dal campo delle opinioni e delle discussioni. Però, c'è sempre un però . Non starò a farla molto lunga, mi preme sottolineare, soltanto, che chi vende, e voglio dire chi vende per mestiere, per professione, per passione, vuole, prima di tutto, accontentare chi compra . Accontentare l'acquirente, nella migliore delle ipotesi fidelizzarlo, ma...