Passa ai contenuti principali

Il fantasma (parte prima)


Il fantasma lo vedo tutti i giorni quando porta a spasso il suo cane.

Sono insignificanti tutti e due. 

Quando li guardo, non so chi sia che porta a spasso chi. 

Sono spenti, stanchi, vecchi.

E poi non hanno più gli occhi.

Hanno come due buchi neri, due cavità oscure contorniate da un grigio sfumato.

Se li osservo bene, sembrano due cadaveri, due borse quasi vuote, piene soltanto di qualcosa che non assomiglia minimamente a un ultimo soffio di vita.

Quella del fantasma non pare affatto una passeggiata. 

Sembra più una corsa contro il tempo, un'abitudine che non ha più un senso o un piccolo piacere che le corrisponda.

Sembra più un affanno, il desiderio di fare in fretta qualche cosa che si dovrà rifare la mattina dopo e poi ancora e ancora.

Il suo sguardo non è mai rivolto a un oggetto, a una persona. 

Non ha una direzione

Uno sguardo privo di espressione, privo di vita.

Qualche volta, specie la mattina presto, quando sguinzaglia il suo piccolo non morto a quattro zampe per andare a insudiciare il solito prato in cui qualche altro poveraccio, sconsiderato come lui, ha concesso il medesimo privilegio al proprio beniamino, salvo poi lamentarsi in caso di sfortunato calpestio, gli si intravede la disperazione di chi non sa come impiegare gli ultimi anni che gli rimangono.

E poi scappa, dritto verso casa.

(Se ti è piaciuto il post, condividilo)

P.S.: la foto è mia e non c'entra nulla con l'argomento.

Commenti

Post popolari in questo blog

Autopubblicare vuol dire fregarsene dell’essere bravi abbastanza

Esercitando il mestiere dell’ autoeditore  mi sono reso conto che se  scrivere  dev'essere prima di tutto un piacere, questo stesso piacere, questo  diletto , questa soddisfazione tutta personale e per ciò stesso relativa e strettamente riguardante chi ne beneficia, deve prescindere dall'idea o dal  pensiero  d'essere "bravi abbastanza" . Ciò non vuol dire fregarsene del  confronto , della  dialettica , dello scambio di vedute, tutte cose che possono comunque tornare a nostro vantaggio, significa solo che bisogna imparare a non mettere in discussione il portare avanti quello che si fa anche in nome del fatto di non risultare di livello accettabile . L’indipendenza sta anche in questo. È un po’ come suonare uno strumento musicale. O come volare. Non solo chi sta in alto è legittimato a continuare . Per proseguire, quindi, bisogna imparare a blindare, a non mettere in discussione il piacere stesso. Potrò anche non dipingere come  Picasso , ma s...

Avanti o indietro?

Io sto sempre qua,  in mezzo alla gente che oramai non fa più distinzioni tra il ridicolo e il divertente, e telefono ,  telefono sempre, per un amico , perché dove c'è miseria non c'è dignità, ma riluccica il voto di chi scambia  una pera per un fico. (Se ti è piaciuto il post, condividilo) P.S.: la foto è mia e non c'entra nulla con l'argomento.

Il logorio delle onde

Mentre il caldo,  il silenzio,  il tuo camminare ,  il mio tenere presente,  ci dividono, decido che il ronzio di ogni pensiero merita il giusto cassetto  e mi accorgo che dimenticare,  così come tuffarmi per raggiungerti,  è una liberazione. (Se ti è piaciuto il post, condividilo) P.S.: la foto è mia e non c'entra nulla con l'argomento.