Il fantasma lo vedo tutti i giorni quando porta a spasso il suo cane.
Sono insignificanti tutti e due.
Quando li guardo, non so chi sia che porta a spasso chi.
Sono spenti, stanchi, vecchi.
E poi non hanno più gli occhi.
Hanno come due buchi neri, due cavità oscure contorniate da un grigio sfumato.
Se li osservo bene, sembrano due cadaveri, due borse quasi vuote, piene soltanto di qualcosa che non assomiglia minimamente a un ultimo soffio di vita.
Quella del fantasma non pare affatto una passeggiata.
Sembra più una corsa contro il tempo, un'abitudine che non ha più un senso o un piccolo piacere che le corrisponda.
Sembra più un affanno, il desiderio di fare in fretta qualche cosa che si dovrà rifare la mattina dopo e poi ancora e ancora.
Il suo sguardo non è mai rivolto a un oggetto, a una persona.
Non ha una direzione.
Uno sguardo privo di espressione, privo di vita.
Qualche volta, specie la mattina presto, quando sguinzaglia il suo piccolo non morto a quattro zampe per andare a insudiciare il solito prato in cui qualche altro poveraccio, sconsiderato come lui, ha concesso il medesimo privilegio al proprio beniamino, salvo poi lamentarsi in caso di sfortunato calpestio, gli si intravede la disperazione di chi non sa come impiegare gli ultimi anni che gli rimangono.
E poi scappa, dritto verso casa.
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P.S.: la foto è mia e non c'entra nulla con l'argomento.

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