Già in rete in tutte le librerie on line e nella sola edizione digitale, questo racconto lungo, che alcuni mi hanno suggerito di chiamare romanzo breve, anche se il sottoscritto continua, imperterrito, a rimanere sulla sua definizione, perché del romanzo non ha sì la lunghezza, e questo è palese, ma nemmeno la struttura, arriva alla sua seconda edizione che, come accade puntualmente per quel che rendo edito, elimina completamente la prima.
Alla radice.
Salvo, ovviamente, quelle poche copie acquistate dai lettori.
Riletto e rimuginato parecchie volte in tutti questi mesi, l'impianto base della prima edizione rimane, a dir la verità, anche se ho cercato di ripulirlo e di sporcarlo al tempo istesso, e di renderlo il più possibile coerente al personaggio principale, ma le aggiunte e la loro influenza su tutto il risultato complessivo rendono quest'opera profondamente diversa dalla precedente.
Cambia la copertina, come qualcuno avrà già notato, e la sinossi, pur non essendo corretta per definizione (non è, minimamente, il riassunto in estrema sintesi di tutta la narrazione in ordine cronologico), cambia punto di vista e passa la palla, per così dire, al cliente, quello che, in realtà, è stato pressoché muto per tutto il tempo e non ha intrecciato alcun tipo di dialogo con il barbiere, monologhista tout court.
Non esiste una coerenza interna, non esiste un filo conduttore.
Chi parla, spesso, non è in buona fede, sembra contraddire sé stesso e a tratti risulta insopportabile, ma la sua coerenza e onestà intellettuale cercano di redimere il lettore e lo stesso cliente comparsa da quel fastidio che subiscono dalla sua allegra e invadente intemperanza e impudicizia.
Buona lettura.
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P.S.: la foto è mia e non c'entra nulla con l'argomento.

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