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Visualizzazione dei post da maggio, 2026

Di fisso, in quello studio, c’era solo la ringhiera delle scale

Il primo avvocato mi stringe la mano , si presenta e m’invita a seguirlo. Il suo studio è una stanza piccola, di fianco all’unico cesso dell’appartamento, stracolma di libri, codici, riviste e altri oggettini che fanno arredamento e riscaldano un po’ l’atmosfera. E in effetti si potrebbe dire tutto tranne che non sia accogliente . Mi fa sedere e presentare, mi chiede in che materia ho fatto la tesi, se mi piace più il diritto civile o quello penale e che idea mi sono fatto della pratica che mi appresto a svolgere. Mi dice chiaramente che non ci sono né rimborsi né compensi né provvigioni né nulla di tutto quello che ci si potrebbe immaginare. Si lavora sodo e gratis, la mia ricompensa sarà l’imparare il mestiere . D’altra parte, tiene a sottolinearmi, chi glielo fa fare a insegnarmi qualcosa. Un domani, magari fra parecchi anni, potrei persino fargli concorrenza. E perché pagarmi adesso, quindi, che non so nulla, devo essere formato e non posso fare la mia parte. Penso alle pie illusio...