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Visualizzazione dei post da aprile, 2026

Autoeditoria, autopubblicare: realtà o finzione?

Realtà o finzione? Da  giorni , oramai, non riesco più a venirne a capo. La  voce  non fa altro che farsi presente per mettere in dubbio quelle poche certezze che davo per assodate e, da qualche tempo, ha cominciato pure a tormentarmi per cercare di prendere il comando, così si ostina a dire, del mio  gabinetto   editoriale . Ma, allora, ti decidi o no a rivolgerti a un  grafico ? Ma perché non mi lasci in pace, sto passeggiando per rilassarmi e il cane, se mi sente parlare con te, magari fraintende, si spaventa e va a finire che non mi si avvicina manco se gli do le crocchette. E poi, no, non ho soldi da buttare. Ma un  preventivo  lo hai chiesto o no? Sì, l'ho chiesto, va bene? Sei contento? La risposta, comunque, è no. La copert ina me la faccio io. Decido io. E poi, scusa, perché mai dovrei prendermi pure la briga di spiegare quello che ho scritto a un estraneo a cui, diciamocelo, non gliene frega un'acca di quello che ho partorito e che, alla...

Il fantasma (parte seconda): racconto stiletto

Mentre cannoneggia di scoregge le lenzuola madide di sudore acidulo e voglia di farla finita, spesso, e specie quella mattina , mischiate a una strana forma di serena rassegnazione all'ineluttabile, un po' come gli era già successo prima di abbandonarsi all' anestesia sul tavolo operatorio, il fantasma si stiracchia, si gira verso sua moglie, debitamente sfatta, sia dentro che fuori, e borbottando di rigurgito e fiatella da scaricatore di porto, si dice che in fondo è stato fortunato .  Sì, sono stato fortunato, si dice, una donna così , acida, gelida , presuntuosa, a tratti anche un poco idiota, sempre pronta al facile sarcasmo, insensibile quanto si conviene , o almeno quanto lo richiede la sua famiglia d'appartenenza, non se la caricherebbe più nessuno, nemmeno un fior di vedovo in preda ai deliri da solitudine.  E poi le gambe gonfie , che Dio le benedica, non la facilitano negli spostamenti, e quasi sempre, dopo qualche metro, la costringono alla sedia, o alla pan...

Il dolce e l'amaro

Caro sindaco e presidente , si sa, un doppio incarico può far gongolare, ma una tasca più gonfia non  profuma   di satollo di sorridente  o quantomeno  di singolare? E chi vota con coscienza, secondo lei, per un cambiamento  nel presente, non si stanca di chi,  imperterrito ,  e facilmente, continua a ragliare, solo per imbonire, svilire e tirare a campare scordando la gente?

Essere un autoeditore: conversazioni con me stesso

Essere un autoeditore significa arrangiarsi, fare da soli, imparare sul campo e migliorarsi nel tempo. Che? Scherzi? Guarda che stai prendendo un abbaglio! Significa esattamente il contrario. Devi affidarti ai  professionisti , e mica uno solo, eh? Tanti quante sono le tue necessità! Ancora tu?  Eh già, ancora io. Non ti libererai di me tanto facilmente. Guarda che sei solo una proiezione dell' ego , anzi, per essere precisi, una distorsione!  E, secondo te, io devo stare dietro a un'allucinazione? Non penso proprio. Prima di tutto, quello che ti riguarda, mi riguarda, caro, e poi non mi limiterei, al posto tuo, a definirmi solo un'allucinazione: sono la tua  coscienza  critica. Ah, sì? E con che  soldi  dovrei pagare questi professionisti, dimmi? E che ne so io, vedi tu, rivedi le tue priorità di spesa! Le mie priorità di spesa? Ma se la nostra situazione economica è talmente tragica che sfocia nella  risata , che vuoi rivedere?  E poi guard...