Se fai autoeditoria, la prima stesura è importante.
Anzi, decisiva.
Comprende tutto quello che puoi buttare fuori di primo acchito, ossia l'eternamente modificabile, in discussione perché sviluppabile a dismisura.
Si tratta di abbandonarsi, di cavalcare l'onda del voler esprimersi, del volersi svuotare, del volersi ripulire i meandri delle cervella, che poi dovrebbe rimanere l'eterno desiderio di chi decide d'intraprendere l'opera di dilettarsi con la scrittura.
Nonostante sia uno sfogo, un primo passo verso una fase più avanzata in cui si cura il dettaglio, la prima stesura ha la straordinaria importanza di permettere di non tralasciare niente, di non dimenticare qualche chicca che poi potrà fare la differenza.
Una cosa molto utile da fare può essere, inoltre, annotare su un taccuino ogni potenziale spunto che si potrà sviluppare in seguito.
Ogni idea, ogni frase, ogni punto di partenza che può portare verso altri lidi, deve essere conservato e poi trascritto per consentire di farlo lievitare ulteriormente.
Altro elemento di cui si dovrebbe tener debitamente conto, e non solo in questa fase ma soprattutto quando si rivede il già scritto, è lo stato d'animo con cui ci accingiamo ad affrontare questa prima fatica.
Così come in fase di revisione non possiamo essere sbrigativi e aver fretta di finire, necessitando della giusta attenzione e concentrazione, in fase di prima stesura non possiamo non essere rilassati e propensi a sperimentare e a estendere.
Non possiamo, cioè, non essere propositivi, costruttivi, desiderosi di divertirci e giocare con quello che scriviamo.
Il piacere, il divertimento, il lasciarsi andare, il farsi trasportare, sono fondamentali per far decuplicare i pensieri da incidere sulla pagina.
La fantasia, per poter germogliare, crescere e fiorire, richiede, non solo, la giusta dose d'ispirazione ma anche un'opportuna spensieratezza, sganciata da qualsiasi programma predefinito, da qualsiasi aspettativa nei confronti di noi stessi.
Bandiamo la prestazione, esiliamo il quantificare, le scadenze e il numero minimo di pagine da scrivere.
Ritorniamo al naufragare in noi stessi e al tempo liberato.
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P.S.: la foto è mia e non c'entra nulla con l'argomento.

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