Il problema di chi si autopubblica, oggi, è farsi scoprire prima e leggere poi.
O meglio, chiariamo: è il problema di chi si pone l'obbiettivo di farsi leggere e/o di vendere.
A voler proprio sottilizzare, infatti, farsi leggere e vendere non sono esattamente la stessa cosa: ci sono anche coloro a cui non interessa affatto vendere ma che vogliono comunque farsi scoprire e leggere.
Se, al contrario, scrivo per me stesso, pubblico, e la mia azione non ha come fine il guadagno o anche solo l'essere letto, perché scrivo per necessità interiori del tutto diverse da quelle economiche o legate al vantarsene con amici e parenti, queste domande non hanno alcun senso.
Ma poniamoci per un attimo sull'altro versante.
Ho scritto un libro o un racconto, d'accordo, l'ho pubblicato con una piattaforma, quello che ho scritto è quindi acquistabile in formato digitale e cartaceo, ma c'è un piccolissimo problema: la mia pubblicazione è stata catapultata in un mare magno di tante altre pubblicazioni di altrettanti autori che, come me, vogliono farsi leggere.
Prima domanda: come si fa a farsi scoprire dai lettori in tutto questo mare magno?
Seconda domanda: una volta scoperti, evviva, finalmente sanno che esistiamo, come si fa a convincere qualcuno ad acquistare quello che abbiamo scritto?
Il primo problema è relativo al fatto che, nonostante i mesi o gli anni di lavoro, chi si autopubblica, rimane comunque uno sconosciuto.
Va bene, spesso chi vive intorno a te sa che scrivi, e non è mica poco, ma tutto il resto dei potenziali lettori lo ignora.
Come si fa a farglielo sapere?
Se hai un po' di mezzi, il modo migliore è la pubblicità su internet: è veloce, sicura, non ti fa scomodare, e raggiungi una miriade di persone in pochissimo tempo. L'unico neo è che, per quanto tu possa spendere, non hai alcuna garanzia che la tua azione, che in questo caso è un vero e proprio investimento, implichi l'acquisto anche solo di una copia.
Ci avevi mai pensato?
L'alternativa è scrivere e saper aspettare per farsi scoprire per quello che si è, per lo stile che si possiede e che muta nel tempo, per la propria personalità, per la propria sensibilità.
Quest'alternativa si chiama farsi apprezzare e ha bisogno di tempo, di dedizione e di passione per la scrittura.
E se vi pare poco, comunque, questo è quanto.
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P.S.: la foto è mia e non c'entra nulla con l'argomento.

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