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Chi scrive non è chi vive

 


Ma perché volete conoscere la vita di chi scrive?
Ma che ve ne importa?
Credete, davvero, che possa cambiare di una virgola il valore della sua opera?
Se c'è una cosa che evito scrupolosamente di fare quando compro un libro, è quella di scorrere la biografia del suo autore.
La ragione?
Non voglio farmi condizionare.
E poi, anche leggerne su un trafiletto i trascorsi non mi aiuterebbe a conoscerlo veramente.
Ma se pure ne fossi in grado, non m'interesserebbe.
Ma che v'importa di sapere che titolo di studio ha, di chi è figlio, se ha avuto traumi infantili o se ha difetti fisici, se è sposato, se sua moglie gli ha messo le corna o se dopo che l'ha lasciato s'è messa a scrivere pure lei per vendetta o addirittura per invidia.
Quando decido di acquistare un libro, la prima cosa che faccio è incominciare a leggerlo.
E le prime pagine sono tutto.
Se ci si intende subito o quasi subito, allora e solo allora si può fare.
Un po' come innamorasi, tutto qui.
Ma non me ne frega nulla di sapere se il suo autore è finito in galera o se durante un turno in falegnameria una sega circolare gli ha tagliato un braccio e tutta l'opera è stata scritta con una mano sola.
Tra parentesi, e solo in questo caso, anche perché il sottoscritto già si trova in crisi con due, tanto di cappello.
Chi scrive, solo per il fatto di farlo, è comunque una persona diversa da chi è nella vita reale, ed è quella persona che dovremmo cercare di seguire fino all'ultima riga dell'ultima pagina.
Il resto è come un cadavere senz'anima.
Può essere piacevole o schifoso, ma in ogni caso diverso o diversissimo dall'autore.
E se vi pare poco, comunque, questo è quanto.
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P.S.: la foto è mia e non c'entra nulla con l'argomento.

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