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Autoeditoria, revisione e correzione: punteggiatura e dintorni


Rileggendo e correggendo "A coda di rondine" per la prossima edizione, mi sono accorto che la supervisione della punteggiatura non può essere fatta se non a voce alta.
Tutta un'altra cosa.
Mentre la correzione degli errori di battitura e l'editing vero e proprio, e cioè il miglioramento della resa del testo, possono essere effettuati in tutta tranquillità anche in modalità silenziosa, la percezione della resa della pulsazione delle frasi ha bisogno di suono, di voce.
In altre parole, chi corregge, deve letteralmente rodare strada facendo le pause e i punti fissi che intende conferire.
Questo comporta, inevitabilmente, che, chi legge ciò che ha scritto, deve sforzarsi d'interpretarlo e farlo interpretare secondo quanto voleva effettivamente realizzare.
Bisogna anche cercare di rispettare le regole generali, questo è chiaro, tipo l'evitare la virgola prima del "ma" avversativo o del "e" congiunzione, giusto per fare un esempio, fatte salve le incidentali dell'ultimissimo minuto, ma il punto è che noi stessi che scriviamo, a un certo momento, dobbiamo sforzarci, non solo, di calarci nei panni del lettore ma pure, e questa è la sfida, d'imprimere sulla carta e imporre un binario da seguire.
Si tratta del ritmo narrativo vero e proprio, né più né meno.
Esiste anche quello creato con l'evoluzione della trama, certo che sì, ma il tempo, la cadenza, li si dà e li si impone con la punteggiatura, che è più facilmente verificabile e collaudabile in sonoro.
Assistendo ad alcuni reading, per esempio, mi sono accorto che chi legge, spesso anche attori professionisti, pur enfatizzando alcuni passaggi con la voce, non rispettano questa mappa, questa cartina, questo metronomo, in grado di rendere appieno l'intenzione di chi ha scritto.
E in questo senso, sono convinto che un buon lettore è, non soltanto, chi non travisa le parole lasciate dall'autore sulla pagina, cioè chi riesce ad accettare quei significanti, che poi è la dote del buon ascoltatore, ma anche e soprattutto chi riesce a seguirne il ritmo.
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P.S.: la foto è mia e non c'entra nulla con l'argomento.

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