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Si salutavano e si congedavano con abbracci da banchina


Pareva un'epidemia, una seconda scarica epidemica.

Solo che questa volta s'era di fronte al già noto, quasi familiare ma terribilmente irrimediabile.

Una tragedia che li accomunava tutti quanti, chi vendeva e chi comprava.

Si salutavano e si congedavano con abbracci da banchina e la paura di non rivedersi il giorno dopo si mescolava a una quotidianità stantia, sfatta, piena di acciacchi e di dimenticanze.

Volti, movimenti consumati dall'impossibilità di fare di meglio, decadenti.

Tornavano a casa con la speranza di fare ritorno il giorno a venire per non raccontare nulla di nuovo, se non, attraverso lo sguardo, quel terrore funebre di non essere ricordati in caso di trapasso.

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