Mentre passeggio lentamente in attesa che Marcus faccia quello che deve fare dopo aver trovato il posto giusto, mi guardo intorno, perché passeggiare senza meta vuol dire anche questo, e rimugino. Tenete presente che il sottoscritto, da un po' di tempo a questa parte, osservati con attenzione e disgusto tutti gli psicopatici ultrasettantenni che non fanno altro che marciare alla velocità della luce senza sosta e in qualunque direzione come se fossero treni senza freni su un binario, ha cominciato a imporsi, non solo, di non fare così, ma di fare proprio il contrario. E il muovere lentamente una gamba alla volta, coniugato al fatto che, finalmente, il tuo cane ha trovato il posto adatto per "espletare", mi fanno venire in mente che chi scrive, se ci pensate un attimo, ha le stesse necessità di chi sta seduto in gabinetto. Prima di tutto ci dev'essere l'impellenza di esprimersi, un'inevitabile spinta che proviene da dentro, un irrefrenabile tumulto interior...